Mercoledì, 06 Giugno 2007 09:53

Roma, 06.06.2007: Intervista al Vice Direttore del Ministero del Lavoro, Paolo Pennesi

Abbiamo sentito il vice direttore del Ministero del lavoro, Paolo Pennesi, coordinatore del Centro Studi Attività Ispettive, sull'ultima circolare ministeriale in materia di attività dei Ced .

D) Alla luce della recente modifica normativa e dell'ultima circolare emanata dal Ministero, che attività possono svolgere i Ced?

R) Sia la precedente normativa che le modifiche di recente intervenute alla L. n. 12/1979 limitavano l'attività dei CED alle mere attività strumentali di sviluppo e stampa dei cedolini di paga, intendendo con tali attività le mere operazioni di natura contabile volte alla predisposizione dei prospetti di paga. Ciò significa che i CED, né prima né tantomeno con la più recente modifica normativa possono effettuare una attività di integrale e autonoma elaborazione dei prospetti in quanto anche tale attività richiede conoscenze di legislazione sociale e previdenziale possedute da professionisti abilitati a svolgere l'attività d consulenza del lavoro;

D) Qual'è l'effettivo ruolo nel Ced del Consulente del lavoro nel nuovo assetto normativo?

R) L'attività di assistenza del consulente del lavoro consiste proprio nella messa a disposizione dei CED di queste nozioni lavoristiche e previdenziali e nella corretta impostazione dei prospetti di paga, quanto a presupposti lavoristica-previdenziali;

D) Quali saranno le prossime indicazioni al personale ispettivo per combattere il fenomeno dell'abusivismo?

R) Come sempre va evitato che dietro l'attività dei CED si mascherino fenomeni di abusivismo nella attività consulenziale in materia di lavoro e pertanto va dedicata particolare attenzione alla verifica dell'effettiva assistenza consulenziale dei professionisti nei confronti delle strutture di servizio rappresentate dai CED;

D) È possibile pensare di predisporre un codice di comportamento degli ispettori finalizzato al fenomeno dell'abusivismo?

R) Certamente si, probabilmente appare opportuno mettere a punto alcune modalità comportamentali sul piano generale volte a contrastare il fenomeno dell'abusivismo, al fine di dare al personale ispettivo precise indicazioni in ordine ai fenomeni più ricorrenti dietro i quali si nascondono ipotesi di svolgimento improprio di attività riservate dalla legge ai professionisti.